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MASSIMO BAGAGLIA, nato a La Spezia il 3 novembre 1967, vi risiede. Infermiere professionale, si è laureato in Geografia presso l’Università di Genova. E’ un attento osservatore della società moderna e un profondo conoscitore dell’Antropologia e dell’Etnologia, dovuta ai suoi studi universitari.
Ha pubblicato il romanzo Un ultimo giro di milonga (Ed. Tracce, Pescara 2006), attraverso il quale getta uno sguardo sulla “realtà non realtà” dei nostri tempi, sulle angosce, le paure, le gioie che quotidianamente l’uomo di oggi si trascina dietro, come in una appassionata milonga – tango argentino – di cui l’autore ha saputo cogliere l’essenza nei suoi viaggi sudamericani.
Di questo si è resa conto la Commissione giudicatrice della XXII edizione del Premio Nazionale Histonium 2007 (primo concorso letterario a cui Massimo Bagaglia ha partecipato) che ha assegnato al romanzo il Premio Speciale della Giuria.

bagaglia Massimo

Lo scrittore Massimo Bagaglia di La Spezia ritira il Premio Speciale della Giuria dalle mani del 1° Dirigente della Polizia di Stato di Chieti, dott. Mauro Sambrotta (Vasto, 22 settembre 2007)

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La Recensione-Premio sul romanzo

pubblicata sull'antologia "Onde di tenerezza" (Ed. Cannarsa, Vasto 2008)

dell'Histonium 2007
 

"C’è nella struttura teatrale di questo testo una buona dinamicità narrativa e senso scenico. Inoltre l’autore riesce a coinvolgere il lettore, catturandolo all’interno di un intreccio senza soluzione di continuità, insieme concentrico e decentrico. La suggestione del testo è nel tipo di scrittura e nella dimensione surreale”. Questa la motivazione della Giuria.
In realtà le varie storie - in particolare quella di Hervè (antropologo) e di Marie-Antoniette (astronoma) che poi si sposano; quella di Sonia e Antoine, che si incontrano al “Cafetin de Buenos Aries”, sala da ballo retrò, e ballano, in un unico corpo, l’ennesimo ultimo giro di milonga; quella del concertista Claude Saint Gobin, in arte Saint Claude, che esegue sempre solo un repertorio di tre canzoni - si intrecciano in una precarietà e incertezza di situazioni, rimarcata dal “forse” e dalla ripetizione, quasi ossessiva, delle stesse frasi e degli stessi gesti, a tal punto che le storie diventano quasi “surreali”.
Ben ha scritto Emanuela De Angelis nella incisiva prefazione: “L’autore abbandona a tratti le caratteristiche dell’intreccio “classico” per trovarne di nuove, contemporanee e suggestive, che rendono l’opera affascinante e innovativa”.


Luigi Alfiero Medea, Segretario del Premio

 

Cop. rom. Bagaglia

La copertina del romanzo "Un ultimo giro di milonga", pubblicato dalle Edizioni Tracce di Pescara

 

Dalla presentazione di Emanuela De Angelis

Il romanzo è un intreccio di storie, di episodi, che, grazie ad uno stile asciutto e cadenzato, catturano il lettore in un ritmo narrativo originale e scorrevole.
A livello narrativo ci si trova sin dall’inizio in una sorta di dimensione meta-scenica, ci si immerge nelle maglie dell’intreccio e della ripetizione di situazioni, quasi a dimenticare, e poi, punto di forza del romanzo, si viene proiettati di nuovo in un gioco di “scena nella scena” guidati dalla “terza persona narrante” di cui parla l’Autore nella sua Premessa.
E’ proprio questo appeal “cinematico” che caratterizza quest’opera tanto da lasciare al lettore quella sensazione di essere al contempo”spettatore” e attivo partecipe di una realtà “tridimensionale” e palpabile.