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LEDA PANZONE NATALE, nata ad Aosta, risiede a Pescara dal 1970. Ha pubblicato, per la narrativa, il libro Sentimenti; per la poesia, le raccolte: Sensazioni; Pensieri vagabondi; Frammenti di vita; Trame inquiete. Ha partecipato a diversi concorsi, ottenendo anche ottimi risultati. Ricordiamo: Rivachiara, Giorgio La Pira, Città di Valletta, Città di Catanzaro, Aniene, Un sorriso per sperare, F. Iovine. È presente su riviste e su raccolte antologiche con poesie e note biografiche. Ha pubblicato fascicoli in francese. Brillante la sua partecipazione all’Histonium 2005, dove ha vinto il 2° Premio Assoluto con un’opera sul tema degli animali. Ha partecipato ad altre sei edizioni dell’Histonium, ricevendo: la Menzione d’Onore per la Silloge (2000) e per una poesia sul tema del Mare (2004), il Premio Speciale della Giuria per la narrativa inedita (2002), per un’opera di narrativa sul tema delle Stagioni (2006) e per una poesia sul tema della Mamma (2007), il 3° Premio Assoluto per una poesia sull’acqua (2003).             

                                  

Panzone

Leda Panzone Natale (a sinistra) ritira il Premio Speciale della Giuria dalle mani del Presidente dell'Histonium, Cav. Giuseppe Catania (Vasto, 22 settembre 2007).

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LE STAGIONI DEL CUORE *

 

            Era l’autunno inoltrato quando t’incontrai. Il nostro splendido autunno.
            Non ho potuto né voluto amarti e tu sapevi bene che non potevo farlo.
            Mi chiamavi: “amore immenso, dolce primavera”  anche se per noi era inverno, ormai da molto tempo.
            La stagione era ancora tiepida e tu fissavi il mio sguardo che arrossiva e ti perdevi nel tuo sogno dal quale non volevi svegliarti!

            ...Trascorsero stagioni, anni...

            Non chiedevi nulla, solo le briciole, come un passerotto e non potevo offrirti nemmeno quelle.
            D’estate ti osservavo nascosta tra i turisti ed intravedevo la tua figura camminare in modo spedito alla ricerca delle tue illusioni. Poi, l’inverno, talvolta, nel freddo cittadino, il tuo sorriso scaldava il cuore insieme ad un caffè consumato furtivamente.

            Sette anni, una vita.
            Un inizio ed un epilogo, fuori programma.

            Elemosinasti un amore che non potesti mai avere; poi, un giorno qualunque di primavera, dopo un inutile tempo trascorso nell’attesa di qualche briciola che non arrivò mai, ti ritrovai per caso, in un letto d’ospedale.
            Sette giorni, gli ultimi, dedicati a te che m’avevi aspettato inutilmente per sette anni.
            Sorridevi, alla fine del tuo sofferto percorso terreno dicendomi: “Sei bellissima, mia dolce Primavera” con quel filo di voce appena percettibile.
            Ero da te, ma era troppo tardi ormai per offrirti il mio amore.
            Eri felice ugualmente perché il tuo sogno si era avverato.
            La tua mano era posata sulla mia ed i tuoi occhi colmi d’amore straziavano l’anima.
            Il rimorso per il dolore causatoti ed il rimpianto per non aver vissuto questo puro ed immenso amore, saranno lo scotto che dovrò pagare.
            Il tuo ultimo giorno fu un giorno di primavera quando, per l’ultima volta, con un filo di voce sussurrasti: “Amore, amore mio, ora vai, vai, mia dolce, bellissima primavera”.
            Uscii dalla stanza e, come sempre, mi voltai a sorriderti e, come sempre, con la mano mi facesti un gesto di saluto. L’ultimo. Lo porterò nel cuore insieme a te ed ai nostri ricordi.
            Perché, non ho voluto amarti?

LEDA PANZONE NATALE

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* Opera narrativa vincitrice del Premio Speciale della Giuria al Concorso Histonium 2007 con la seguente motivazione: “C’è un intreccio di sentimenti in questo breve racconto, dove l’impossibilità di corrispondersi sul piano affettivo (“Non ho potuto né voluto amarti e tu sapevi bene che non potevo farlo”- “Non chiedevi nulla, sole le briciole, come un passerotto e non potevo offrirti nemmeno quelle”) si chiude nel rimpianto e nel rimorso. Toccante è il momento dell’estremo addio in ospedale”.